ITE-LICEO SCIENTIFICO DI MIRTO: PRESENTAZIONE DEL LIBRO DEL PROF. TRAVERSARI

Alla presenza di circa 250IMG-20190311-WA0010 studenti delle scuole ITE – Liceo Scientifico Don Milani e Scuole Medie V. Padula di Mirto Crosia si è tenuta la cerimonia di presentazione del libro “Solcare la polvere” del docente Maurizio Traversari. Un interessante iniziativa di carattere socio-culturale tenutasi presso il Palateatro comunale “Giacomo Carrisi” di Mirto.

Numerosi ospiti sono giunti anche dai paesi limitrofi.


In platea diversi rappresentanti delle istituzioni e dei sodalizi della cittadina ionica. Non sono mancati interventi, da parte di adulti e degli stessi studenti, che hanno consentito di dare una lettura completa del libro, grazie alle sfaccettature giunte dai diversi ospiti. Una carrellata ampia, trattando la tematica da angolazioni diverse.
La conferenza si è aperta con una sorta di ping pong fra il giornalista Antonio Iapichino e l’autore Maurizio Traversari. Dapprima il giornalista ha creato i presupposti per un’autopresentazione dell’autore, quindi, a seguire un confronto diretto fra i due.
Il sindaco di Crosia, Antonio Russo, ha portato i saluti dell’intera Amministrazione comunale, e ha sottolineato che l’attuale esecutivo è impegnato a lavorare per crescita dei giovani.

Il collaboratore del dirigente scolastico dell’Ite /Liceo scientifico di Mirto, Gianfranco Manna, ha sottolineato che in questo volume di Traversari viene rappresentato:
“l’intimo e travagliato percorso  di ciascuno di noi, nella ricerca metaforica di una donna, di un luogo, di un tempo che è la ricerca della verità, la ricerca dell’identità del luogo più remoto e misterioso: il nostro cuore”.

Al regista Adriano Beraldi è toccato il compito di leggere alcuni brani del libro. La conferenza è stata arricchita dagli intermezzi musicali degli artisti locali Giovanni Comite e Davide Stasi.

Lo storico locale Pierpaolo Cetera, ha analizzato il testo da “semplice lettore”. Ha messo in risalto che la lettura del romanzo desta meraviglia. Ci si immerge in un racconto breve ma denso. In altri termini, ha spiegato che si tratta di una scrittura leggera, adatta alla formazione. “Nel romanzo l’autore – ha affermato Cetera – ha puntellato il racconto seguendo un topos classico, cioè, alcuni luoghi in cui il protagonista si trova a compiere una scelta”.  Lo storico ha sottolineato il termine “scelta” “perché – ha detto – è un verbo ricco di sfumature, apparentemente in corrispondenza biunivoca alla libertà, alla vita, all’amore. Ebbene – ha aggiunto – secondo i precetti della spiritualità orientale ogni nostro comportamento si lega a un filo destino. Quel che facciamo si unisce a un prodigioso movimento dell’intero, a un divenire in cui ogni piccola particella è dentro un ciclo eterno in cui tutto si unisce, si dissolve, si riunisce e si dissolve di nuovo, cosicché siamo tutti fatti della stessa sostanza”.IMG-20190311-WA0011 L’autore locale Mimmo Bitonto, ha esordito affermando di essere innamorato del libro e della lettura “perché – ha spiegato – ci consente di conoscere un’altra realtà”. A giudizio di Bitonto per leggere un libro è necessario rispettare la punteggiatura, ma soprattutto entrare nella mentalità dell’autore”. Rivolgendosi ai ragazzi presenti: “il fruscio e il profumo della carta non lo si trova nel telefonino”. Nel corso del suo intervento Bitonto ha tracciato anche elementi di carattere filosofico e grammaticale.

Il libro di Maurizio Traversari, proposto sotto forma di romanzo, edito da Aletti, parla di Mbote, questo il nome del protagonista, che vive col nonno a Kathmandu, ai piedi dell’Himalaya. Non ha mai conosciuto sua madre, della quale ha un vago ricordo, ma studia le Upaniad e vive la quotidianità apparentemente immobile di una città ai confini del mondo. Mbote, sotto la guida del nonno e del Gran Consiglio, assimila la cultura induista e cerca, tra un rimedio e un nuovo problema, di superare l’apatia e le problematiche di tutti i giorni. Siamo alla fine degli anni Sessanta e tutto il Tibet è sconvolto dalla rivoluzione culturale di Mao. Presto il nonno di Mbote muore e il ragazzo intraprende un viaggio teso a dare delle risposte ad alcune domande che lo assillano: chi era veramente sua madre? Perché il nonno non voleva parlargli della madre e degli studenti che distruggevano i templi? Mbotè si ritroverà solo in mezzo a tanta gente, che dovrà affrontare con la sua coscienza e la sua storia, con i suoi ricordi che riaffiorano nitidi. Forse quella era la verità che cercava.

 

 

 

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